Storie «extraordinarie» di coppie miste milanesi

Italia-Cina
September 29, 2014
Mille e Una Donna
September 29, 2014

Il mutuo e i figli da educare, la religione e le vacanze La vita (non facile) di chi per amore sfida i pregiudizi

Un viaggio-sfida che richiede grande capacità di adattamento e un carattere tenace. Non si tratta di turismo estremo, ma di ciò che significa vivere con un partner di cultura diversa. Un’ avventura faticosa che impone la messa in discussione di valori e comportamenti, dalla religione, all’ educazione dei figli. Temi su cui riflettere, per costruire le basi di una società capace di rispettare «l’ altro». Di questi argomenti si discute domani all’ Auditorium San Carlo con «Il coniuge Extra» (vedi box), convegno che incrocia il parere degli esperti e le testimonianze di chi vive sulla propria pelle il non facile ruolo di «coppia mista». LEI ITALIANA, LUI SENEGALESE – Eugenia (43enne) e Mor (48enne) hanno tre figli, e con i loro quindici anni di relazione, consolidati dal rito musulmano in quel del Ticinese, sono pionieri della società multietnica milanese. «Ci siamo incontrati durante il corso di mediatori culturali del Naga, dove io insegnavo – spiega Eugenia, assistente sociale –. All’ epoca Mor era ambulante abusivo, oggi è un mercante in regola. Ma soprattutto è un bellissimo papà che adora i suoi figli, tanto quanto la sua famiglia d’ origine, a cui invia buona parte dei suoi guadagni. Un problema che con il tempo è stato superato come tutto il resto: i figli maschi da circoncidere, le 3 settimane di vacanza, una con noi e due in Senegal, i suoi ospiti che arrivano all’ improvviso e il rifiuto di mio padre, siciliano, che sognava per la figlia una vita più semplice. Quando ci siamo innamorati a tutto ciò non ho pensato, ma non me ne pento. Hanno vinto su di me l’ intelligenza di Mor e quella solarità che non trovavo da tempo. Prima di lui sono stata dieci anni con un coetaneo di Brescia, simile a me in tutto e per tutto, fino alla noia». LUI ITALIANO, LEI BRASILIANA – Giorgio ha 40 anni, Manuela, 26: si potrebbe pensare al classico stereotipo con lei giovane e bella e lui che la mantiene. Qui è il contrario, come spiega Manuela: «Ci siamo incontrati su un pigro autobus a Bahia, abbiamo parlato un po’ e dopo qualche mese di fidanzamento a distanza e il faticoso consenso di mia madre, eccoci qui, marito e moglie da tre anni. Va tutto bene, l’ unico problema è il lavoro. Ogni giorno sono in ospedale, lui invece si arrabatta come può. Figli? Certo fra qualche anno, nel frattempo il mutuo per la casa lo farò io». LUI ITALIANO, LEI CINESE – Lui ha 35 anni, lei è appena maggiorenne e vuole mantenere l’ anonimato. «Marco sta simpatico a tutti, amici e colleghi del ristorante cinese dove lavoro, lo stesso del nostro primo incontro. Ai miei genitori però non posso parlarne, mi costringerebbero a tornare in Cina. Il mio sogno? Un mondo libero dove possa far accettare Marco ai miei genitori». Domani IL FENOMENO Le «coppie miste» in Italia sono circa 200.000, alle prese ancora con moltissimi problemi culturali e burocratici che sembrano ignorare questa realtà IL CONVEGNO Se ne discute domani all’ Auditorium San Carlo, corso Matteotti 14 (ore 18.30, ingr. libero) con «Il coniuge Extra», incontro organizzato da Cultura Aperta con esperti e cittadini che vivono questa esperienza I TEMI Dalla legge Bossi-Fini ai pregiudizi della vita di tutti i giorni. Modera Mustapha Sanneh, presidente Baobab Ambrosiano (l.g.)

Grossi Livia

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