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La storia di una coppia mista: «Tutti ci sono contro ma noi ci sposiamo»
March 13, 2015
Non si può cambiare l’altro.. non si può obbligare l’altro a diventare uguale… è questo il segreto.
March 16, 2015

Non è facile far parte di una “coppia mista” come non lo è essere partner di un cittadino straniero. E non per incompatibilità dettata da differenze culturali, religiose o linguistiche, bensì a causa dei pregiudizi della gente comune. Vuoi per mezzo dei media, vuoi per una questione di mentalità, nel 2015 “lo straniero” fa ancora paura, in modo particolare se di religione musulmana e di colore.

Con questo intendo pubblicarne altrettanti per dare voce ai diritti di tutte quelle coppie miste che si vedono negata la possibilità di amarsi o anche di camminare semplicemente per strada lontano da sguardi indiscreti per via dei matrimoni di comodo o di una tendenza a generalizzare.
Chi non accetta l’idea che una coppia mista possa durare anche una vita intera lo fa per ignoranza e per scarsa conoscenza dell’Islam e del contenuto de Il Corano. Il coniuge musulmano viene sempre più paragonato al marito padrone e sua moglie, seppur cattolica ed italiana, alla sua vittima.
Niente di più falso ed discriminante.
In questi anni ho avuto modo di conoscere tantissime coppie miste: molte giunte al matrimonio, altre rese felici dall’arrivo di un figlio ed altre ancora in essere anche dopo 30 anni. E con questo nessuno nega esistano unioni di interesse per ottenere un visto per l’Italia o una vita migliore ma ritengo che si possano evitare tali casistiche previo una conoscenza più approfondita del partner vissuto anche nel suo contesto originale e familiare ed in modo particolare evitando di accorciare la distanza sposandosi precocemente.
Il Paese del quale sono esperta è l’Egitto e prenderò dunque ad esempio le molteplici turiste italiane, russe e tedesche che si recano in quel di Sharm el Sheik, Marsa Alam o Hurghada per la vacanza estiva tornando a casa innamorate di un egiziano.
 
Si mettono subito alla ricerca sul web di informazioni sulla lora religione e cultura e scoprono invece essere una delle tante cadute ai piedi di quegli adulatori arabi che in quanto a corteggiamento e romanticismo non hanno rivali. Ci sanno fare è vero. Non peccano mai di originalità e tatto. Conoscono i punti deboli di noi donne e colpiscono dritti al cuore tramite paroline dolci, messaggi d’amore, addii strazianti.
 
Questo purtroppo accade raramente.
 
A noi donne piace essere al centro dell’attenzione ed i complimenti non sono mai troppi. Perchè privarcene anche se solo per un tempo limitato? Perché rinunciare al principe “azzurro” dai capelli e gli occhioni neri che ci viene incontro con il suo cammello?
 
Ecco dunque come cominciano la maggior parte delle storie d’amore nate in Egitto tra le turiste e gli uomini egiziani che si trovano nelle località di mare per lavoro ma hanno casa e famiglia altrove: molte con il tempo hanno la fortuna di conoscere la famiglia del partner e di recarsi nel suo Paese natale, in modo particolare conoscerlo anche in un contesto più restrittivo rispetto a quello in cui non si hanno legami stretti con la gente e dove la mentalità è molto aperta all’Occidente ed alla sua gente; altre si vedono inibita la possibilità di conoscere la famiglia di lui perché ostinata a far sposare al figlio una donna musulmana ed egiziana anche se ciò non comprometterà l’amore che li lega perché lui saprà scegliere il suo cuore anziché gli ordini di famiglia; ci saranno infine coloro che dopo una settimana, un mese, anni scopriranno che lui aveva già una moglie con tanto di figli a casa o una promessa sposa alla quale non potranno rinunciare.
 
Insomma i risvolti di questi amori a distanza, più che misti, possono essere tanti ma le sorprese che possono riserbare non si scostano molto da quelle situazioni che potrebbero verificarsi con affianco un italiano.
 
L’invito alla prudenza, per evitare le cosiddette “fregature”, è rivolto a tutte quelle donne che seguono solo il cuore prese dall’euforia del momento: è vero che gli amori iniziano e possono finire, è vero che un matrimonio in crisi può avvalersi del divorzio in caso di problemi familiari o incompatibilità di caratteri ed è vero anche che tutto questo capita pure nelle migliori famiglie italiane, ma non si deve sottovalutare il fatto che per abbracciare una cultura così diversa dalla nostra e riuscire a conviverci è necessario studiare la cultura e religione islamiche e stabilire con il partner straniero un significativo e costruttivo dialogo che permetta all’una di conoscere i pro ed i contro dell’altro ed in modo particolare di rispettare a vicenda la propria fede ed i rispettivi usi e costumi.
 
Così facendo non si potrà che trarre vantaggio da un’unione mista arricchendosi culturalmente e moralmente ed i figli che ne nasceranno, ricordiamocelo, non potranno che rappresentare la nuova generazione, i figli del futuro!
Laura P.

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