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Era l’aprile del 2013, io ballavo in un gruppo di danza bollywood e quel giorno partecipavo ad un evento. Tra il pubblico c’era anche lui, effettivamente l’avevo notato ma non ci avevo dato peso. Non so come è riuscito a sapere il mio nome e dopo qualche giorno mi chiede l’amicizia su Facebook. All’inizio ammetto di essere stata cattivissima; lui mi scriveva un sacco di cose carine, mi faceva complimenti e io spesso e volentieri non rispondevo perché ero in una fase di incazzatura totale con il mondo: avevo perso mio padre da pochi mesi, all’improvviso. Non volevo saperne di niente e di nessuno. E un giorno glielo dissi: “Guarda non scrivermi più perché tanto non sono in grado di ricambiare i tuoi sentimenti o i tuoi apprezzamenti, è meglio che mi lasci perdere”. Ma la sua risposta mi spiazzò:”Non preoccuparti, tu non rispondermi se non te la senti, ma io devo continuare a dirti queste cose perché le ho nel cuore..ti ho vista una sola volta ma sento che sei la donna per me”. Questa risposta mi colpì davvero e così decisi di diventare un po’ più “gentile”..parlavamo e ci scrivevamo e scopri’ che era una persona su cui poter contare..gli raccontai il mio stato d’animo, il dolore per mio padre, ma anche le cose più banali e lui mi ascoltava sempre. Lui abitava ad un oretta di distanza da me, ma ancora non me la sentivo di vederci e quindi siamo andati avanti così, solo scrivendoci, fino a luglio. Il 12 luglio 2013: data indimenticabile. C’era un evento legato alla danza in cui entrambi avremmo partecipato. Eravamo contenti di vederci finalmente e io gli dissi che per la pazienza che aveva avuto con me, quella sera almeno un abbraccio se lo meritava. Invece da quella sera non ci siamo più lasciati, quando ci siamo visti io inaspettatamente avevo il cuore a mille…ma ancora una volta non volevo cedere e stavo sulle mie…poi ad un certo punto dovevo entrare nel camerino a cambiarmi, lui si mise davanti alla porta e mi disse:” mi dispiace, mi avevi promesso un abbraccio ma non mi basta, adesso finché non mi dai un bacio non ti faccio entrare”. Ci mettemmo entrambi a ridere..e poi bacio fu’…da quel giorno per un paio di mesi andavo io da lui nel week end perché in settimana lavoravo. Per lui la situazione era più complicata perché era rimasto senza lavoro…e senza macchina. Mi presento’ subito ai suoi che mi accolsero senza problemi. Ma non abbiamo resistito molto vedendoci una sola volta a settimana: ogni volta che ripartivo ci scendevano le lacrime, non riuscivamo proprio a separarci. Così dopo due mesi lui è venuto a vivere a casa mia, con mia madre e mio fratello che lo hanno accolto e soprattutto mia madre lo ha trattato come un figlio. Dopo 8 mesi finalmente arriva il lavoro anche per lui e decidiamo di affittare un piccolo bilocale solo per noi. Si è anche iniziato a parlare di matrimonio: avendo due religioni diverse, io cristiana e lui sikh, abbiamo pensato di fare due cerimonie nel rispetto di entrambe. E così il 26 ottobre 2014 ci siamo sposati in chiesa, e il 22 febbraio 2015 nel suo tempio. Sono state entrambe due belle cerimonie, fatte con pochi soldi ma con tanto amore. E ora speriamo che il futuro ci riservi tante cose belle…questa è la mia storia: una storia di amore e rispetto reciproco. Devo dire che siamo stati fortunati perché la sua famiglia mi ha accettata consapevole del fatto che non mi sarei convertita alla loro religione, che ho altre abitudini ecc. Per esempio da loro si usa che la sposa vada a vivere con i genitori del marito e se c’è anche il fratello, cosa che io non riuscirei a fare perché ci tengo ai nostri spazi ed è per questo che l’ho detto subito e nessuno si è opposto; perché alla fine basta essere chiari e onesti…oppure quando avremo dei figli sappiamo già che conosceranno entrambe le nostre religioni, nessuna dovrà prevalere sull’altra. Però devo essere onesta e dire che molte coppie italo-indiane non funzionano perché le famiglie alle spalle spesso non accettano la ragazza se non è indiana e fanno ricatti psicologici sui figli finché alla fine non li convincono a sposare una ragazza indiana, spesso e volentieri con matrimoni combinati. Lo devo dire perché ho molte amiche che si sono prese delle grandi delusioni per questo motivo; venivano lasciate di punto in bianco perché era arrivato il momento del matrimonio per quello che fino a pochi secondi prima consideravano il loro fidanzato. O altre che venivano accettate dopo dure lotte con la suocera, o magari se il figlio non si faceva condizionare si sposava lo stesso ma tagliava i ponti con la famiglia perché era andato contro il loro volere. Io devo dire che non ho mai avuto questi tipi di problemi; abbiamo una tolleranza perfetta da entrambe le famiglie. Addirittura quando abbiamo celebrato il matrimonio nel tempio sikh, tutta la mia famiglia si è voluta vestire con i loro abiti tradizionali e hanno ballato le loro canzoni Stessa cosa per il matrimonio cristiano: durante la cerimonia è stato divertentissimo vedere i miei suoceri ballare sulle note di “Viva la mamma” e simili..E che dire di mio marito? È dolcissimo con me, ho avuto mesi fa’ un problema di salute e mi ha dato un sostegno enorme..e nella quotidianità mi riempie di coccole e attenzioni..Ovvio, come tutte le coppie qualche bella litigata ogni tanto ci sta’, ma se non fosse così che amore sarebbe That’s amore!!

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